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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

La Cuba di Alejandro - Morire per la patria

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  Morire per la patria è vivere , canta la Bayamesa. Adesso lo canta anche Cabeza blanca . Morire per la patria è semplicemente morire, scrive un piccolo scrittore cubano, soprattutto quando è inutile. Morire adesso, per questa patria, è da fessi, aggiunge il solito scrittore che vive in Centro Avana, tra i bidoni di spazzatura ricolmi e il puzzo di merda agli angoli delle strade. I cubani morirebbero per difendere la patria da un’invasione statunitense, dice Cabeza blanca . A parte che non accadrà mai una cosa simile, non ci sarà nessuna invasione, Marco Rubio sa bene come colonizzare Cuba in modo indolore. In ogni caso non so da dove ti venga tutta questa certezza sull’ardore guerriero dei cubani rimasti a vivere sull’isola. Un’isola che si spopola, gente che scappa, carceri pieni di dissidenti, persone che muoiono di fame e che passano le giornate tra un apagón e l’altro. Cabeza blanca sostiene che tutti morirebbero per difendere la patria. Una patria che costringe i suoi f...

La Cuba di Alejandro - Moriremo castristi

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  Sandro Castro, il nipote di Fidel! Bene o male moriremo castristi, a quel che vedo. Gli eredi al trono vengono tutti dal nobile lignaggio famigliare, discendono da Raúl, di fatto comanda sempre lui - baluardo rivoluzionario - tramite il fantoccio di Cabeza blanca , gestito come un burattino senza fili. Ma adesso i fili stanno per essere recisi, a vantaggio di chi non è dato saperlo, pure se scommetto sul Cangrejo , il nipotino prediletto. Ho già detto quel che so intorno a Raúl Guillermo, non è un politico ma un abile affarista, se la dice con Marco Rubio e Cabeza roja lo vedrebbe bene a capo d’un’isoletta paradiso per turisti nordamericani. Certo, la famiglia è grande, accontentare tutti non è facile. Per esempio c’è un tipo bislacco come Sandro Castro, nipote di Fidel, barista indipendente con licenza di sfrecciare in Mercedes sul lungomare dell’Avana, autorizzato a dire che il governo del buon Cabeza blanca non vale una Cristal (famosa birra locale) e che i cubani vorrebb...

La Cuba di Alejandro - Signori imperialisti, abbiamo molta paura

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  Virgilio  Piñera   Signori imperialisti, noi non abbiamo nessuna paura! Tuonavano un tempo i cartelli sul lungomare. Adesso non ne vedo più, sono scomparsi lungo la strada che porta al Campo Sportivo Latinoamericano, subito dopo il Tunnel, quindi alla playa Santa Maria fino al golfo di Guanabo. Adesso leggo che i signori imperialisti sono bene accetti, anche se cubani della diaspora, i signori imperialisti potranno investire, accedere ai finanziamenti, costituire imprese e lavorare sull’isola, anche se non sono residenti. Qualcosa è cambiato, pare. Forse, aver consentito prima l’arrivo di valuta pregiata e capitali stranieri avrebbe risolto qualche problema, lo dico sottovoce, sono consapevole di non sapere, visto che non ho mai studiato economia. Un altro annuncio del governo parla di disponibilità a risarcire i capitalisti espropriati di terre e aziende dopo il trionfo della Rivoluzione (lo scrivo con la R maiuscola per abitudine). Non abbiamo alcuna paura, Ca...