La Cuba di Alejandro - Moriremo castristi

 


Sandro Castro, il nipote di Fidel!

Bene o male moriremo castristi, a quel che vedo. Gli eredi al trono vengono tutti dal nobile lignaggio famigliare, discendono da Raúl, di fatto comanda sempre lui - baluardo rivoluzionario - tramite il fantoccio di Cabeza blanca, gestito come un burattino senza fili. Ma adesso i fili stanno per essere recisi, a vantaggio di chi non è dato saperlo, pure se scommetto sul Cangrejo, il nipotino prediletto. Ho già detto quel che so intorno a Raúl Guillermo, non è un politico ma un abile affarista, se la dice con Marco Rubio e Cabeza roja lo vedrebbe bene a capo d’un’isoletta paradiso per turisti nordamericani. Certo, la famiglia è grande, accontentare tutti non è facile. Per esempio c’è un tipo bislacco come Sandro Castro, nipote di Fidel, barista indipendente con licenza di sfrecciare in Mercedes sul lungomare dell’Avana, autorizzato a dire che il governo del buon Cabeza blanca non vale una Cristal (famosa birra locale) e che i cubani vorrebbero il capitalismo. Il proprietario del bar notturno più alla moda (una birra due dollari, mezzo stipendio di un cubano de a pie) sarebbe il Presidente ideale per una futura repubblica delle banane; imperversa su Instagram e fa incetta di followers, si veste da vampiro e versa birra nelle avide gole di belle mulatte cubane. Sandro può dire quel che vuole, nipote di cotanto nonno, intoccabile come pochi, pure lui si candida come valido gestore d’un futuro a stelle e strisce. A dirla tutta ci sarebbe anche il figlio di Raúl tra i pretendenti - Alejandro Castro Espín - ma di lui si parla poco, tiene un profilo basso, non si fa vedere a bordo di auto costose, non prende sbornie notturne, non ha mulatte al seguito quando passa sul lungomare. Ultimo pretendente Oscar Pérez-Oliva Fraga, ingegnere elettronico e sobrino nieto di Raúl, avrebbe il difetto di essere il più capace del gruppo, forse per questo poco affine a Cabeza roja. Scommetto che lui se lo sono già trombato, insieme ad Alejandro, troppa serietà guasta. Una cosa è certa, dopo tanti anni di Rivoluzione, di sicuro moriremo castristi - che tutto cambi perché niente cambi - resta solo l’incertezza sul nome del nipote.

 

9 aprile 2026

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