La Cuba di Alejandro - Signori imperialisti, abbiamo molta paura
Signori imperialisti, noi non
abbiamo nessuna paura! Tuonavano un tempo i cartelli sul
lungomare. Adesso non ne vedo più, sono scomparsi lungo la strada che porta al
Campo Sportivo Latinoamericano, subito dopo il Tunnel, quindi alla playa Santa Maria fino al golfo di Guanabo.
Adesso leggo che i signori imperialisti
sono bene accetti, anche se cubani della diaspora, i signori imperialisti potranno investire, accedere ai finanziamenti,
costituire imprese e lavorare sull’isola, anche se non sono residenti. Qualcosa
è cambiato, pare. Forse, aver consentito prima l’arrivo di valuta pregiata e
capitali stranieri avrebbe risolto qualche problema, lo dico sottovoce, sono
consapevole di non sapere, visto che non ho mai studiato economia. Un altro
annuncio del governo parla di disponibilità a risarcire i capitalisti
espropriati di terre e aziende dopo il trionfo della Rivoluzione (lo scrivo con
la R maiuscola per abitudine). Non abbiamo alcuna paura, Cabeza blanca? Tutti segnali di
coraggio, non c’è che dire. Infine vengono liberati per la Santa Pasqua
duemilacento prigionieri politici - cazzo, erano così tanti? -, pare per
celebrare la resurrezione di Cristo e un ritrovato accordo con la Santa Sede, come
se il regime d’un tratto fosse diventato cattocomunista. Bella questa cosa, da
una parte si liberano i prigionieri politici, dall’altra continuano gli arresti
tra coloro che scendono in piazza per protestare contro il governo, si mettono
in galera persino ragazzini in età scolastica. Alla fine mi torna in mente il
fantasma di Virgilio Piñera - di lui so qualcosa, dai libri di letteratura
cubana, anche se non è mai stato tra gli scrittori preferiti del regime - quando
confessava tremante di avere solo paura, tanta paura. Virgilio aveva paura di
un regime che si apprestava a togliere la libertà di parola, di un governo che
si chiudeva al mondo e che vedeva ovunque nemici, di una repressione prossima a
cominciare. Adesso, se Virgilio fosse ancora vivo non avrebbe più quel suo
antico timore, mentre si sta diffondendo un altro tipo di paura, quella che
sconvolge il regime, la paura di perdere un potere costruito su un castello infinito
di menzogne.
4 aprile 2026

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