La Cuba di Alejandro - Cabeza blanca sul Granma

 

Miguel Diaz Canel parla dalla Tribuna Antimperialista

Che c’è di buono manca la carta e non c’è la benzina ma pubblicano sempre il Granma - quattro fogliacci smilzi di veline governative come i programmi televisivi alle otto di sera - quindi possiamo leggere novelle rivoluzionarie a buon mercato. Alina Pereira oggi firma un pezzo retorico grondante rivoluzione da ogni riga, racconta “l’onore, il dovere e il diritto di difendere Cuba” con le parole di cabeza blanca che dirige un’esercitazione dimostrativa per situazioni ad alto rischio, come se bastassero quattro carro armati e dei vecchi fucili per fermare Trump, se davvero gli venisse voglia di sbarcare su questa povera isoletta alla deriva. Che bella la nostra Tribuna Antimperialista! Miguel parla e i giovani ascoltano, sento cose della serie come vanno gli studi, come pensate che siano queste giornate di lotta, voi che fareste al posto mio, paternalismo a palate, come se contassero davvero le risposte. E poi scrive la giornalista che cabeza blanca saluta tutti, studenti e ministri, soprattutto i giovani che pare siano il futuro di questa Rivoluzione, quei pochi che son rimasti, aggiungo io. Per fortuna i ragazzi dicono che Cuba sta vivendo momenti difficili - non me n’ero accorto -, ma loro si stanno preparando (ergo, che cazzo stan facendo?) ad affrontare ogni minaccia imperialista. Importante acquisire destrezza con le armi, ha detto un cadetto, così possiamo controbattere ogni mossa del nemico. Mi vien da ridere, vedrai come controbatti, ricacciare i nordamericani in mare sarà semplice come alla Baia dei Porci, che tu manco eri nato, guarda. E poi via con altre palle rivoluzionarie come il regalo che fa cabeza blanca a parlare con il popolo, il suo carisma innato è il detonatore della Rivoluzione, la valvola d’innesco, ecco perché arranca alla grande. Non mancano le donne rivoluzionarie in lotta e quella cazzo d’idea martiana (o marziana?) dei pinos nuevos che si fanno strada e portano il ricambio generazionale. Difendere il suolo patrio, per Dio! Quei pochi che siam rimasti. Difendere e aspettare, che la seconda mi vien meglio, guarda, così me ne sto buono sul divano, leggo il Granma, vivo nel mondo delle fiabe - come lo scrittore del mio ultimo romanzo che cade prigioniero dei suoi personaggi - e aspetto.   

 

23 febbraio 2026

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