La Cuba di Alejandro - L’Evoluzione può attendere
In attesa che mi venga qualcosa di nuovo da scrivere, rispolvero i racconti del passato e me la prendo ancora con Silvio Rodriguez, che dove cogli cogli, fai sempre bene.
Sì, mi ero emozionato pure io ragazzi. Cosa ci volete fare, sono un romantico, uno che crede ancora che le cosa possano cambiare. Sentire Silvio Rodriguez parlare di Evoluzione al posto di Rivoluzione, criticare le cose che non vanno, parlare di prigionieri politici e di diritti umani mi aveva dato un fremito al cuore. Insomma, m’era presa voglia di andare ad ascoltare tutte le sue canzoni, ché a me Silvio m’è sempre piaciuto, specie quando parla d’amore, ma dopo quel che aveva detto mi piaceva ancora di più.
Solo
che adesso mi casca il cavallo, ché leggo sul Granma una notizia incredibile - oddio mica tanto incredibile visto
il vento che tira - leggo una notizia che non avrei voluto leggere, forse
questa è la parola giusta. Silvio canterà dalla Tribuna Antimperialista sul
Malecón, quella dove c’erano le bandiere nere, quella costruita davanti alla
Sezione d’Interessi degli Stati Uniti. Concerto
per
Che
tristezza, Silvio, ma soprattutto che grandissima figura di merda, lo dico per
te, guarda, ché io ci sono abituato a stare zitto in Patria e a parlare
all’estero. Non facevi meglio a dire come in passato che la rivoluzione è sempre più solida e forte? Questo vogliono, ormai
dovresti saperlo, non è che te lo devo ricordare io che c’ho solo trent’anni e
questa Rivoluzione me la sono trovata tra le palle come una dote lasciata dai
miei genitori. E così ti toccherà cantare, cospargerti il capo di cenere, dire
che sei stato frainteso, che
Silvio,
il potere è importante e tu lo sai. Non puoi sedere a tavola e disprezzare il
cibo. Se siedi e mangi devi fare i complimenti al cuoco. È sempre stato il tuo
ruolo, sai farlo bene, ti riesce persino mettere in musica le parole. E allora
fai come ti dicono: non la togliere
Tu
sei un uomo ricco in un paese povero e chi ti ha fatto ricco è proprio chi ha
reso povero il paese. Fai bene a cantare
Scusami se non sarò presente al concerto. Ho un sacco di cose da fare e poi mica lo so se sarei capace di tacere. Meglio evitare problemi, ché il coraggio non è il mio forte. Magari ti vedrò in televisione davanti a un piatto di fagioli condito da un pugno di riso, mia madre si lamenterà che non ha trovato altro, mio padre scuoterà la testa come sempre, manderà giù un bicchiere di rum fatto in casa, una schifezza per anestetizzare i pensieri. Un pensiero si affaccerà alla mente, frase ricorrente che percuote giorni di delusione. Rivoluzione è per sempre. L’Evoluzione può attendere.
L’Avana 10 aprile 2010

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