La Cuba di Alejandro - Apagón e cacerolazos

 

Non appena si muove foglia compare Yoani Sánchez con le sue recite a soggetto, proprio quel genere di cose che non mi vengon bene, non mi riuscirebbero proprio. Oggi si riprende col telefonino mentre un membro della sicurezza di Stato le impedirebbe di uscire di casa, solo che il presunto poliziotto non indossa divisa, porta una patetica mascherina anti Covid che gli nasconde il volto e non dice una parola. Dobbiamo credere sulla fiducia alla blogger più sputtanata d’America, ché ormai avrebbe abusato abbastanza di fiducia e pazienza, la nostra povera Catilina del Caribe. A parte le cazzate, in televisione parlano di proteste e di un assalto a Moron contro la sede del Partito Comunista, una rivolta contro il potere - causa fame diffusa e interminabili apagón - sfociata non solo in qualche suppellettile rotta e un po’ di casino, ma soprattutto in una gigantesca pira di tutto quel che hanno trovato dentro. Una bella focata, ecco quel che vorrebbe fare il cubano medio di quel che ancora definiscono Partito Comunista. Siamo messi male. Le proteste con sbattimento di padelle e pentole ci sono anche nel mio quartiere, cacerolazos le chiamano, ma non partecipo, m’è passata la voglia di far casino dai tempi dell’Università, poi c’è troppa gente con le idee confuse. Cabeza roja vorrebbe portare la democrazia, appena ha finito con l’Iran tocca a noi - dicono - perché basta con i governi illiberali, basta con il comunismo. Basta con le cazzate, dico io. Ci sono le stesse probabilità che Cabeza roja voglia portare la democrazia a Cuba di quante ne abbia io di vincere il Premio Casa de Las Americas con la nuova edizione di Vita da jinetera, per l’occasione pubblicato in spagnolo, esageriamo, tradotto anche in inglese. Son le cose impossibili ad affascinare il popolo. Il vecchio Cabeza roja vuole Cuba per dare una meta inedita ai puttanieri repubblicani, aprire qualche bel casinò e diversi campi da golf, far contenti i cubani di Miami con le tasche piene, quelli che lo votano. Vuoi mettere organizzare le vacanze dove un tempo camminavano i barbudos? Alla faccia del comunismo. Altro che Alpitur. Il governo può restare al potere, Cabeza blanca o Cangrejo non fa differenza, basta che dia retta a lui, servono mica le bombe, basta qualche assegno in bianco con diversi zeri.

 

16 marzo 2026



Nota del traduttore: L’apagón è il black-out energetico. Il cacerolazo è la protesta cittadina a base di pentole e padelle sbattute. Cabeza blanca è Diaz Canel, il Presidente. Il Cangrejo è il nipote di Raúl Castro, probabile candidato alla Presidenza.

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