La Cuba di Alejandro - Crescono le infezioni, che ci vedono pure al buio

 



Crescono le infezioni e le malattie - quel che non ci manca sono gli insetti - e allora vai con Dengue, Chikungunya e Oropouche, l’ammette anche il governo, che è tutto dire. Non ci facciamo mancare niente, sta circolando pure l’Epatite A, i vaccini non ci sono, i repellenti anti zanzare un lusso per turisti, allora laviamoci le mani spesso, che serve a un cazzo ma almeno si va a tavola puliti, nel senso che il cibo non si trova, quindi siamo proprio puliti. Consigliano di consumare cibi cotti, sarebbe già tanto consumare cibi. Rammentano di lavare l’insalata e di bere acqua in bottiglia, certo lo facciamo subito, passi per l’insalata ma l’acqua in bottiglia costa un dollaro al litro, non ho sotto mano una stamperia di biglietti con la faccia di Lincoln. Consiglierebbero anche pulizia, ma quello è davvero un consiglio impossibile da seguire, ché non ci sono mezzi per portar via la sporcizia dalle strade, finisce che la capitale diventa un’immensa pattumiera ricolma di monnezza. E poi c’è la crisi energetica, i soli ospedali che funzionano sono per stranieri e pure quelli faticano, va da sé che turisti se ne vedono sempre meno, così come pochi voli partono per Cuba. La benzina è razionata, quando si trova ne puoi prendere al massimo 20 litri - se hai dollari o carta di credito per pagare -, il diesel proprio non si vende e quando appare un po’ di benzina ci sono file ai distributori che non vi dico. Spostarsi da un punto all’altro dell’isola è quasi impossibile, non ci sono mezzi pubblici, i privati non hanno benzina e quando la trovano si fanno pagare a peso d’oro. L’attrazione turistica più originale di questa povera Cuba si chiama apagón - voi dite black-out energetico -, persino alcuni hotel chiudono per carenza di energia elettrica e di clienti. Per finire in bellezza è arrivato un gruppo di attivisti portando generi alimentari e molte buone intenzioni sponsorizzate dal governo, speriamo solo che gli aiuti arrivino al popolo e che servano a qualcosa. Pare che i volontari siano stati perquisiti quando passavano da Miami e che il bullo nordamericano non abbia gradito l’ingerenza, ché soltanto lui può risolvere i problemi di Cuba. Noi poveri illusi, invece, aspettiamo aiuti dall’Unione Europea, non sarebbe la prima volta che ci danno una mano, anche se adesso il vento pare sia cambiato, gli Stati Uniti si metterebbero di mezzo, in attesa degli accordi tra Cabeza roja e gli emissari della diplomazia cubana, che ancora ho compreso quali siano e cosa stiano trattando. Ma sono solo un povero ex studente di letteratura che ha scritto qualche libro, cosa posso capire di economia politica…

 

27 marzo 2026


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