La Cuba di Alejandro - Nelle mani del granchio
Adesso possiamo dirlo senza tema di
smentita che è giunta l’ora del granchio, non in tavola ché a noi cubani i
crostacei piacciono poco, schifiamo anche l’aragosta e i gamberoni, figuratevi
i granchi… Stavamo parlando di potere, quello è il piatto del giorno, ormai
nelle mani de El Cangrejo, figlio di
Débora e del defunto Luis Alberto, generale di divisione con le mani in pasta.
Débora è la figlia maggiore di Raúl, di cui il granchietto è il nipotino
prediletto, in suo onore si chiama Raúl Guillermo, detto El Cangrejo per via d’un braccio che non funziona bene. Tenente
colonnello quarantenne, capo della sicurezza, rampollo d’una famiglia
che gestisce l’economia nazionale, vive nel lusso, tra cene di gala e
banchetti, gite in barca e festini, il vero erede dei Castro, colui che venderà
la nostra isola a un bullo. El Cangrejo
ama il ballo e la musica, motivo per cui piace a Trump, si fa vedere in
pubblico mentre danza e canta assieme ai gruppi di folklore popolare. Viaggia
all’estero e spende fior di milioni, per lui non valgono le regole della luce
che manca, non conta il risparmio energetico, torna con borse cariche di generi
alimentari e vestiti firmati da stilisti. El
Cangrejo sarà chiamato a sotterrare il comunismo, termine che non conosce,
questo è certo, lui sa solo d’esser stato scelto per cambiare le cose. E già lo
immagino trattare con Marco Rubio - cubano come lui (ma non di strada) e
accanto ci starebbe bene Yoani Sanchez - sul futuro di Cuba, su come
amministrare i dividendi d’un povero paese disastrato. Cabeza roja ha già fatto sapere che se arriva qualche petroliera
russa lui non fa niente, d’alta parte siamo dieci milioni di persone su
quest’isola, non dobbiamo morire di fame, bontà sua, altrimenti cosa gli resta
da governare. Il futuro è deciso, che tutto cambi perché niente cambi, tanto il
comunismo si era auto seppellito un po’ di tempo fa, alla barba di Fidel. Non
resta che organizzare una funzione in pompa magna, eliminare Cabeza blanca e una parte del suo giro
sputtanato, quindi presentare la novità assoluta de El Cangrejo. Parola
d’ordine seguire i comandamenti nordamericani, come fossero le tavole della
legge di Mosè, facendo qualche debito sacrificio a sua maestà imperiale,
incuranti del resto, tutto andrà bene state certi, chi s’è inserito per tempo
nei giri giusti avrà fortuna assicurata, mentre per noi comuni cittadini la vida sigue igual, come cantava
qualcuno un po’ di tempo fa. Il ritmo è lo stesso, le note non cambiano, non
devi piangere, che il tuo piangere fa male al re, solo ridere e danzare,
dovresti saperlo che la vita è un Carnevale, anche se questo Carnevale comincia
a non piacermi più…
31 marzo 2026

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