La Cuba di Alejandro - Cuba, Donroe Edition


La luce se n’è andata prima dell’acqua. 
Poi è toccato al pane, alla benzina, alle pastiglie.
La dottrina ha cambiato nome all’anagrafe: 
prima si chiamava embargo, adesso si chiama Donroe.
Fa schifo uguale, solo con più consonanti. 

Le grandi catene alberghiere fanno il check-out. 
Valigie in spalla, lasciano letti vuoti e piscine secche. 
Senza turismo, senza petrolio, senza antibiotici. 
Gli ospedali non operano perché manca tutto, 
soprattutto la corrente per accendere una lampadina. 

I neonati muoiono con la delicatezza di un apagón. 
Non ci sono incubatrici, non ci sono garze, non ci sono scuse. 
E voi ancora lì a parlare di ideologia 
come se la fame avesse tessera di partito. 
Non potete affamare un popolo per salvare una teoria. 

Cosa cazzo volete da noi? 
Che diventiamo capitalisti? 
Lo siamo da tempo, solo che nessuno ci ha aggiornato il profilo. 
Vendiamo il corpo, il tempo, la dignità, 
al mercato nero delle cose che mancano. 
Siamo imprenditori della sopravvivenza, CEO del niente. 

Adesso aspettiamo. 
Un’invasione, un miracolo, una nave cisterna. 
O qualcosa di peggio: una lenta agonia 
con annessione inclusa, pagamento in comode rate di silenzio. 

Sistema Donroe, ricetta venezuelana: 
prendi un’isola, togli la luce, aggiungi cacerolazos quotidiani.
Metti le donne in testa al corteo, 
che qui la pragmatica ha le unghie sporche e urla più forte. 
La spazzatura cresce sui marciapiedi come un’altra bandiera. 
Nessuno la raccoglie. 
Viene voglia di tirarla in testa ai padroni del vapore, 
solo che non sappiamo più chi sono. 

Troppi anni di fughe, troppi giorni di ignavia.
Il colpevole ha cambiato indirizzo, faccia, accento. 
È diventato nebbia con il passaporto diplomatico. 

Hasta la victoria siempre non va più di moda. 
Si è ristretta nel lavaggio della storia. 
Adesso siamo tutti pronti, sì. 
Ben disposti per la derrota. 
In fila, ordinati, senza luce, senz’acqua, 
ma con l’ironia carica al cento per cento, 
perché è l’unica batteria che ancora funziona.

 

3 giugno 2026



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