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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

La Cuba di Alejandro - Crescono le infezioni, che ci vedono pure al buio

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  Crescono le infezioni e le malattie - quel che non ci manca sono gli insetti - e allora vai con Dengue, Chikungunya e Oropouche, l’ammette anche il governo, che è tutto dire. Non ci facciamo mancare niente, sta circolando pure l’Epatite A, i vaccini non ci sono, i repellenti anti zanzare un lusso per turisti, allora laviamoci le mani spesso, che serve a un cazzo ma almeno si va a tavola puliti, nel senso che il cibo non si trova, quindi siamo proprio puliti. Consigliano di consumare cibi cotti, sarebbe già tanto consumare cibi. Rammentano di lavare l’insalata e di bere acqua in bottiglia, certo lo facciamo subito, passi per l’insalata ma l’acqua in bottiglia costa un dollaro al litro, non ho sotto mano una stamperia di biglietti con la faccia di Lincoln. Consiglierebbero anche pulizia, ma quello è davvero un consiglio impossibile da seguire, ché non ci sono mezzi per portar via la sporcizia dalle strade, finisce che la capitale diventa un’immensa pattumiera ricolma di monnezza....

La Cuba di Alejandro - Andiamo a Singapore

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  Ricordo una canzone italiana di alcuni anni fa, era arrivata anche a Cuba, vedrai che adesso torna di moda. I Nuovi Angeli la cantavano, tutte le cose trash approdano in questo paese, la tradussero persino in spagnolo. Singapore vado a Singapore / Benedette care signore… Singapore vado a Singapore / Vi saluto belle signore… E poi non me la ricordo più, roba di tanti anni fa, ero un bimbo, facevo il liceo, chi avrebbe immaginato quel che sarebbe accaduto. Il sogno di Cabeza roja è arrivato al dunque, Cuba sarà la Singapore dei Caraibi, tanto l’ha già detto “che la prenda o che la liberi non fa differenza, di Cuba faccio quel che voglio”, più esplicito di così... Gli amici (si fa per dire) della diaspora preparano l’invasione da Miami, Marco Rubio in testa, un esercito di imprenditori che hanno un sacco di idee per sfruttare Cuba - non per i cubani, per i loro interessi - tra questi c’è una famiglia che ha il nome giusto per far cose grandi in quest’isola. Si tratta della famigli...

La Cuba di Alejandro - Tutto questo per questo?

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  Cabeza blanca deve togliersi di mezzo, questo ha sentenziato il bullo, una soluzione alla Maduro per la mia Cuba disperata, senza luce e meno prospettive (se non la resa), senza petrolio e priva di ricordi, che volano nel vento, un vento messicano, incessante, malinconico. Tutto questo per questo? Mi vien da chiedere. Cabeza blanca sarebbe un falco, tu pensa, a me pare un tordo spennato. La famiglia Castro, invece, resterebbe al suo posto, il  Cangrejo soprattutto, pare che se la dica con Marco Rubio. Trump dice che gli va bene tutto, continuino pure a chiamarsi comunisti i compagni cubani, basta che facciano quel che vuole lui, tutto il resto è ideologia. Al bullo basta vincere, anzi sottomettere un altro capo di Stato di sinistra - tu spiegalo a un cubano che Cabeza blanca sarebbe di sinistra, io non saprei proprio come fare - va bene così, una Cuba indebolita è quel che vuole, una Cuba arresa.  Allora la montagna partorisce il topolino, un ministro dice che i cub...

La Cuba di Alejandro - Apagón e cacerolazos

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  Non appena si muove foglia compare Yoani Sánchez con le sue recite a soggetto, proprio quel genere di cose che non mi vengon bene, non mi riuscirebbero proprio. Oggi si riprende col telefonino mentre un membro della sicurezza di Stato le impedirebbe di uscire di casa, solo che il presunto poliziotto non indossa divisa, porta una patetica mascherina anti Covid che gli nasconde il volto e non dice una parola. Dobbiamo credere sulla fiducia alla blogger più sputtanata d’America, ché ormai avrebbe abusato abbastanza di fiducia e pazienza, la nostra povera Catilina del Caribe. A parte le cazzate, in televisione parlano di proteste e di un assalto a Moron contro la sede del Partito Comunista, una rivolta contro il potere - causa fame diffusa e interminabili apagón - sfociata non solo in qualche suppellettile rotta e un po’ di casino, ma soprattutto in una gigantesca pira di tutto quel che hanno trovato dentro. Una bella focata, ecco quel che vorrebbe fare il cubano medio di quel che a...

La Cuba di Alejandro - Verso la repubblica delle banane

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  Leggo un sacco di cose scritte da lontano su questa terra dove vivo, tante non le capisco, sarà che non m’intendo di politica, sarà che l’economia non è il mio forte, sarà quel che volete ma quando mi capita di leggere che i due terzi degli abitanti di Cuba sarebbero impiegati statali mi vien da ridere. Forse chi legge e vive all’estero pensa guarda che fortuna quasi tutti hanno un posto statale, nessuno può licenziare, riscuotono la pensione dopo un certo numero di anni, ci sono ferie pagate e contributi . Tutto vero. Peccato che gli economisti autori di questi saggi dove parlano di dipendenti statali non aggiungano che gli stipendi toccano a fatica i diciotto dollari al mese mentre per sopravvivere in una città come L’Avana ne servirebbero almeno cento. Se questa è l’economia comunista che avevamo sognato, prendetevela pure, esportatela a casa vostra, non ci mancherà, ne facciamo volentieri a meno. Cuba è sola , scrive un altro analista, abbandonata al suo destino , pare che ...

La Cuba di Alejandro - Un bullo di nome Trump

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  Il trasporto pubblico non funziona! Da tre giorni facciamo casino per strada, portiamo pentole e padelle, protestiamo a viva voce, sembra un teatro dell’assurdo, come in una commedia di Beckett, aspettiamo un Godot che non arriva.   Tre giorni senza energia elettrica in un paese tropicale non significa solo stare senza luce, ché di sole ne abbiamo da vendere, vuol dire soprattutto il contenuto del congelatore da gettare nel secchio, non poter usare il frigorifero, non poter conservare gli alimenti. Non dico mica che ci manca il lusso, non parlo di condizionatori d’aria che in casa mia non li ho mai visti, dico che non è possibile comprare del cibo e metterlo da parte, dobbiamo acquistare solo quel che consumiamo. Sempre che troviamo i pesos per farlo, visto che il guadagno medio d’un cubano non supera i venti dollari al mese, quando va bene, e allora speriamo nei soldi che arrivano dall’estero, quasi tutti abbiamo un parente in fuga da questa Cuba carente di sogni e person...

La Cuba di Alejandro - Comunismo era quando lo diceva Fidel

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  Comunismo è quando ti manca la corrente per due giorni, che diventano quattro se vivi dalle parti di Bayamo. Comunismo è quando ti manca la benzina. Comunismo è quando scendi per strada e gridi abbasso il comunismo! . Comunismo è quando per farti passare la fame fischi. Comunismo è quando ti andrebbe bene tutto pur di cambiare, persino Trump. Comunismo è quando sei costretto a sperare nel Cangrejo . Comunismo è quando le strade dell’Avana sono piene di spazzatura. Comunismo è quando uno stipendio sfiora diciotto dollari al mese, che tradotti in pesos sembrano tanti ma non valgono un cazzo. Comunismo è quando lo dice Cabeza blanca . Comunismo era quando lo diceva Fidel (forse nemmeno allora, ma sapeva dirlo bene). Comunismo è quando i tempi cambiano, per tutti ma non per te. Comunismo è quando ti va bene se vivi in televisione. Comunismo è quando le vecchiette al balcone gridano Ho fame ! Non ce la faccio più! . Comunismo è quando la gente gira per le strade in cerca d’un affare, ...

La Cuba di Alejandro -. Lettera a Miami

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Un vecchio racconto, di quando ero giovane e credevo nel valore salvifico della letteratura. Sono passati 26 anni e cosa mi resta? ----------------------------------------------------- L’Avana, 4 agosto 2000 Anno del quarantesimo anniversario della decisione di “Patria o Morte” Caro Pablo, chissà per quale motivo mi è venuta improvvisa la voglia di scriverti. Forse perché confinato in quest’isola, che un tempo è stata anche la tua casa, sento che sono troppe le cose che non vanno e probabilmente mi manca la compagnia d’un vero amico. Le altissime palme dal fusto esile e il profumo intenso dei fiori rossi del flambojant , scenografia consueta di colori dove corre la mia vita, non bastano a ingannare la solitudine, anche se non coltivo più la speranza di raggiungerti e mi sono rassegnato a morire tra le cose di sempre. Però mi aiuta a sopravvivere ricordare il passato. Mentre scrivo rivedo due ragazzini sorridenti guardare con fiducia al domani e penso che la vita non è   stata ...