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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

La Cuba di Alejandro - Arrivano i falchi

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    Mesa redonda d’eccezione stasera, sembra d’essere tornati ai tempi della Baia dei Porci, arrivano gli imperialisti in barca dalla Florida, arrivano i liberatori. State a casa che è meglio, cosa ci venire a fare, vi è già andata male quando eravate organizzati bene, adesso credete di partire in dieci e poter cambiare regime con un colpo di mano? Siamo alla frutta se dobbiamo affidarci ai fanatici che partono da Miami, cari miei, ne hanno ammazzati quattro, altri feriti, catturati, identificati. Dice che uno di loro era ossessionato dall’idea di abbattere il regime castrista, una sorta di Catone caraibico che si aggirava per le strade di Miami e a tutti quelli che incontrava gli ammollava un bel Delenda Cartago! solo che al posto di Cartago ci metteva Cuba. Ci mancavano pure i pazzi sulla lancia con i fucili di precisione e le mitragliatrici, questi pensano che Cuba non abbia un esercito, una polizia, forse credono che i cubani si gettino sul Malecón per accoglierli a br...

La Cuba di Alejandro - L’Evoluzione può attendere

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In attesa che mi venga qualcosa di nuovo da scrivere, rispolvero i racconti del passato e me la prendo ancora con Silvio Rodriguez, che dove cogli cogli, fai sempre bene. L’ Evoluzione può attendere Sì, mi ero emozionato pure io ragazzi. Cosa ci volete fare, sono un romantico, uno che crede ancora che le cosa possano cambiare. Sentire Silvio Rodriguez parlare di Evoluzione al posto di Rivoluzione , criticare le cose che non vanno, parlare di prigionieri politici e di diritti umani mi aveva dato un fremito al cuore. Insomma, m’era presa voglia di andare ad ascoltare tutte le sue canzoni, ché a me Silvio m’è sempre piaciuto, specie quando parla d’amore, ma dopo quel che aveva detto mi piaceva ancora di più. Solo che adesso mi casca il cavallo, ché leggo sul Granma una notizia incredibile - oddio mica tanto incredibile visto il vento che tira - leggo una notizia che non avrei voluto leggere, forse questa è la parola giusta. Silvio canterà dalla Tribuna Antimperialista sul Malecón, quel...

La Cuba di Alejandro - Canta che ti passa

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Sfogliando pagine di racconti scritti nel passato e mai pubblicati, oggi me n'è venuto fuori uno che mi pare sempre in tema, forse perché a Cuba il tempo scorre con lentezza, vai a sapere perché, ma io lo ripubblico, anzi, lo pubblico proprio, ché nessuno l'ha mai letto prima...  (la foto del Malecon invaso dal mare che contamina la spazzatura non raccolta, però, è di oggi, non vi sbagliate) Canta che ti passa Cuba è il paese delle meraviglie e dei meravigliati, sono io che non mi meraviglio più di niente, neppure di Silvio Rodríguez che un bel giorno si sveglia dal letargo e vede l’unicorno azzurro . Questa non è una canzone, Silvio. Si chiama vita. Ed è sempre stata dura. Magari non per te che canti le lodi del Comandante da tempo immemorabile, forse dalla tua casa di Miramar - ché poi io so un cazzo dove stai, ma mi sembra che Miramar sia il posto giusto per quelli come te - non si vedono i problemi della povera gente, non serve la tessera del razionamento, i...

La Cuba di Alejandro - Cabeza blanca sul Granma

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  Miguel Diaz Canel parla dalla Tribuna Antimperialista Che c’è di buono manca la carta e non c’è la benzina ma pubblicano sempre il Granma - quattro fogliacci smilzi di veline governative come i programmi televisivi alle otto di sera - quindi possiamo leggere novelle rivoluzionarie a buon mercato. Alina Pereira oggi firma un pezzo retorico grondante rivoluzione da ogni riga, racconta “l’onore, il dovere e il diritto di difendere Cuba” con le parole di cabeza blanca che dirige un’esercitazione dimostrativa per situazioni ad alto rischio, come se bastassero quattro carro armati e dei vecchi fucili per fermare Trump, se davvero gli venisse voglia di sbarcare su questa povera isoletta alla deriva. Che bella la nostra Tribuna Antimperialista! Miguel parla e i giovani ascoltano, sento cose della serie come vanno gli studi, come pensate che siano queste giornate di lotta, voi che fareste al posto mio, paternalismo a palate, come se contassero davvero le risposte. E poi scrive la gior...

La Cuba di Alejandro - L’ora del cangrejo

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  Marco Rubio e Raulito Stiamo messi bene, è arrivata l’ora del cangrejo , il nipote di Raúl, detto Raulito, quello che comandava la scorta del comandante en jefe . Giusto la scorta, poteva comandare quel granchietto dalla mano deforme. Mandare avanti un paese alla deriva la vedo molto più dura. Pare che il nipotino d’oro vada d’accordo con Marco Rubio, sembra che di politica capisca poco o niente, di ideologia gliene importi zero, però avrebbe il pallino degli affari. Ignorante come pochi, niente a che vedere con Fidel, leggere libri non è cosa per lui - si vede dal capoccione che si porta appresso - ma trattare di fondi e investimenti gli vien bene. Scordiamoci ’o passato, come dice la canzone, dimentichiamo tutto, se siamo stati comunisti ci sarà un perché, ma non vogliamo saperlo ora, trattiamo con Rubio, avanti coi colloqui, tanto Marx mica lo conoscono i due interlocutori, non c’è pericolo. Raúl Guillermo Rodríguez Castro, gestore unico del patrimonio di famiglia, disperso ...

La Cuba di Alejandro - Disillusione, miseria e cronaca

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  Quattordici giorni di niente dal mio divano, il mio punto di osservazione preferito per vedere che fine sta facendo questa Rivoluzione (conservo la maiuscola per abitudine) già parecchio maltrattata in passato, vilipesa e distrutta da chi l’ha ereditata. Partito Comunista, lo chiamano. Socialismo, dicono. Io non vedo niente di socialista nel distribuire la miseria, nel morire di fame un po’ tutti, mentre pochi vivono da nababbi, sprofondati nel lusso, un po’ come faccio io nel mio divano. E conosciamo volti e nomi di questi pochi, tutta gente vicina al fuoco che si scalda bene, per loro la parola socialismo vale meno, ormai l’abbiamo capito che se tutti gli animali sono uguali, alcuni animali sono più uguali degli altri. L’Avana sta morendo, ripiegata nel niente tropicale, alcuni giorni fa siamo entrati in un frente frio , il termometro ha toccato lo zero, qualcuno ha pensato che potesse persino nevicare. Dicono che una volta sia accaduto - di sicuro prima che nascessi -, un mio ...

La Cuba di Alejandro - Famiglia, scrittura e progetti di fuga

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Ieri mi appare in televisione Díaz Canel, cabeza blanca , non mi mettete pressione, dice, adesso trattiamo con Trump. Non mi mettete pressione, razza di cretino? Qui ci manca l’energia elettrica quasi tutto il giorno e non si sa come fare per conservare la roba da mangiare, non ci si può muovere perché non si trova la benzina, e tu dici che vuoi dialogare senza pressioni. Bravo, tanto le pressioni ce le abbiamo noi, ogni giorno, e son pressioni mica da poco mettere insieme il pranzo con la cena, rimpiango i tempi in cui si zappavano patate e rivoluzione. Ma lasciamo stare la politica che fa pure freddo, abbiamo toccato zero gradi, non era mai successo in quest’isola di merda, proprio adesso che Maduro non c’è più e il petrolio ce lo mandano solo i messicani. Lasciamo stare la politica, che è meglio. Parliamo d’altro. Eccomi qui, che ho preso il posto di mio padre, ricordo i tempi della ribellione, adesso 46 anni, una laurea in letteratura che non serve a un cazzo, una donna sposata q...

La Cuba di Alejandro - Il ritorno di Alejandro

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Qualcuno mi scrive ogni tanto, ma non una lettera di carta, mi mandano una mail, un messaggio wzap, pure a Cuba ci siamo aggiornati, abbiamo telefonini iperconnessi e persino l’wi-fi. Tu pensa, ai tempi che scrivevo era difficile anche telefonare, mandare le cose da tradurre al marito di mia cugina, cercare di farsi leggere e rispettare le scadenze. Non scrivo più, son successe tante cose, adesso non son mica uno studente, ho una casa in Centro Avana, una moglie, un paio di figli in giro per una capitale in abbandono, e poi vado per i cinquanta, cazzo. E non ho ancora deciso cosa fare da grande. Scrivere no, quello mi vien male, non è cosa. Mi hanno preso per il culo un po’ tutti in questi anni - da Fidel a Yoani -, ma io resto qui, ho visto passare Raúl (e chi l’ammazza?) e Díaz Canel (c’è sempre), provo nostalgia del passato, persino di Abel Prieto e Juantoreña, ché almeno uno scriveva racconti e un altro correva come un razzo, toglieva il fumo alle schiacciate. Ma qualcuno mi manda ...

Viaggio nel mondo delle fiabe

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Viaggio nel mondo delle fiabe - di Alejandro Torreguitart Ruiz - Edizioni Il Foglio, 2018 – Pag. 130 – Euro 12 -  Torna lo scrittore cubano Alejandro Torreguitart, noto in Italia per romanzi fantastici e racconti di vita quotidiana legati all'attualità sociopolitica, scritti con umorismo e sarcasmo, spesso autore di ficcanti critiche al regime mascherate da storie horror e da narrativa erotica. Questa volta ci presenta un romanzo per ragazzi, una storia fiabesca che ci fa vivere le avventure di uno scrittore caduto nelle mani dei personaggi più perfidi, assetati di vendetta nei suoi confronti per come sono stati sempre presentati al pubblico. Un esperimento nuovo per il giovane autore caraibico, di narrativa pura, senza sottintesi di alcun tipo, scritto per affabulare, liberando la voglia di raccontare una storia di maghi, nani, streghe e animali fantastici che si trasformano improvvisamente. Il pubblico di riferimento è composto da ragazzi, meglio se dai dieci anni in poi, ma il r...

Caino contro Fidel - Uno scrittore tra due isole

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Caino contro Fidel - Guillermo Cabrera Infante, uno scrittore tra due isole - di Alejandro Torreguitart Ruiz -  Edizioni Il Foglio, 2014 - Pag.180 - euro 14 - Caino contro Fidel non è un saggio biografico sulla vita di Guillermo Cabrera Infante, anche se Alejandro Torreguitart Ruiz si prefissa il compito di raccontare la vita del più grande scrittore cubano del Novecento. Caino contro Fidel è il romanzo della Rivoluzione Cubana e di tutte le sue contraddizioni, scritto passando dalla prima alla terza persona, imitando lo stile e riprendendo frasi dalle opere di Cabrera Infante. Dopo essere stato l’ultimo traduttore italiano di Cabrera Infante con il postumo La ninfa incostante, ho deciso di curare l’edizione italiana di un testo importante. In Italia non esiste un’opera sul romanziere di Gibara, uno scrittore tra due isole, conteso tra la nostalgia per L’Avana e una vita da esule a Londra. Ho aggiunto note esplicative e riferimenti a testi italiani che l’autore cubano non poteva co...

Il canto di Natale di Fidel Castro

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Il canto di Natale di Fidel Castro di Alejandro Torreguitart Ruiz - Il Foglio, 2010 - Pag. 100 - euro 6,00 -  Il fantasma del Che cominciò a muoversi per la stanza come se fosse sollevato da un turbine di vento, avvolse il corpo di Fidel tra le braccia, lo spinse verso la finestra e lo schiacciò con tutta la sua imponenza. Alejandro Torreguitart Ruiz rivisita Il canto di Natale di Charles Dickens e compone un apologo politico e sociale sulla Cuba contemporanea. Fidel Castro riceve la visita di Che Guevara che annuncia la venuta di tre spiriti: Camilo Cienfuegos, Arnaldo Ochoa ed Elvis Manuel. Ognuno di loro ha un compito ben preciso e tutti e tre devono far capire a Fidel dove sta sbagliando e come può migliorare il futuro della sua terra. Il libro contiene preziosi inediti in lingua italiana di Heberto Padilla (Calderon, non era questo il mio sogno…), Yoani Sánchez (Riguardo miti, mitomani e altre affabulazioni) e José Martí (Una monella di nome Nené). Illustrazioni di Elena Migli...

Mister Hyde all'Avana

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Mister Hyde all’Avana di Alejandro Torreguitart Ruiz - Il Foglio, 2009 - Pag. 200 - euro 15,00 -  Alejandro Torreguitart Ruiz continua a raccontare le contraddizioni della società cubana, ma questa volta sceglie la narrativa fantastica elaborando gustosi remakes letterari ispirati alle opere di Robert Louis Stevenson e di Howard Phillips Lovecraft. Mister Hyde all’Avana racconta le vicissitudini di uno scienziato alle prese con un filtro che separa il bene dal male, ma deve fare i conti con il suo perverso lato femminile. L’orrore di Yumurí attualizza nell’oriente cubano, alla foce di un fiume dove un capo indio perse la vita, il noto racconto di Lovecraft ambientato nella fantastica Dunwich. Il cane è ancora ispirato a una storia di Lovecraft, utilizzata in funzione fantapolitica per parlare dei misteri del palo mayombe e dei culti sincretici. In chiusura non poteva mancare un Diario Quotidiano - diretta continuazione di Adiós Fidel (2008) - composto da racconti ispirati all’attua...

Il mio nome è Che Guevara

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Il mio nome è Che Guevara - di Alejandro Torreguitart Ruiz – A.Car/Il Foglio, 2009 – P.  220 – euro 15,00 -  Che Guevara e quel che resta del mito, al di là dei cartelli sul lungomare, quelli dove sta scritto il tuo esempio è ancora presente, le tue idee sono in mezzo a noi. Sarà perché mica ci credo che sia vero. Sarà perché ormai sono vaccinato dalle badilate di retorica. Che Guevara resta uno che c'ha creduto. Non è facile demolire un mito. (Alejandro Torreguitart). Un eroe morto diventa un simbolo di riscossa e una bandiera da agitare contro il nemico imperialista. Un rivoluzionario vivo sarebbe stato un soggetto scomodo da collocare in una Cuba troppo piccola per contenere due presenze ingombranti come il Che e Fidel. Se Ernesto Guevara fosse ancora vivo, sarebbe il primo avversario di Castro e di un regime che ha tradito il sogno rivoluzionario. (Gordiano Lupi). Dove comprarlo Amazon -  https://www.amazon.it/mio-nome-Che-Guevara/dp/887606205X IBS -  https://ww...

Adios Fidel - All'Avana senza un cazzo da fare

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Adiós Fidel - All'Avana senza un cazzo da fare - di Alejandro - Torreguitart Ruiz –A.Car, 2008 - P. 184 – euro 15,00 -  Il titolo della raccolta è Adiós Fidel, preso da un recente racconto politico, prontamente integrato da All’Avana senza un cazzo da fare, perché il cuore delle storie riguarda la vita quotidiana. All’Avana, in tempi di periodo speciale, c’è poco da fare, a parte inventare il modo di mettere insieme il pranzo con la cena. E allora seguiamo Alejandro nelle peripezie a caccia di mulatte, mentre si esibisce con il gruppo, quando pensa al romanzo da pubblicare e nei ricorrenti sogni di fuga. Nella parte politica l’autore ironizza sugli eventi cubani più importanti, ma spesso si lascia prendere la mano dal dramma, piange per la fucilazione di poveri ragazzi che scappano, ricorda la fanciullezza accanto alla madre e attende la morte di un nonno comunista malato di tumore. Il sarcasmo del giovane cubano imperversa nei racconti migliori e non risparmia nessuno, da Chávez a...